Chiusa di Casalecchio

Lo sapevi che a Casalecchio di Reno è presente una Chiusa? E per di più ancora funzionante?

Immersa nel fantastico contesto del Parco, a cui per di più da anche il nome, aspetta solo te! Pronto a scoprire insieme a noi la sua storia, la sua struttura e non mancano anche le curiosità!

Perché visitare la Chiusa di Casalecchio di Reno?

La visita alla monumentale Chiusa di Casalecchio ti darà la possibilitò di ammirare la più antica opera idraulica ancora funzionante d’Europa. Permettendo di attingere a una diretta conoscenza dell’arte dei bolognesi di governare l’acqua.

Qual è la sua storia?

La Chiusa di Casalecchio è un'imponente opera idraulica posta al termine del corso naturale del fiume Reno realizzata a metà del XIV secolo. Il manufatto giunto in buono stato di conservazione ed attivo fino ai giorni nostri è il frutto dell'intuizione dei bolognesi di quel tempo che trovandosi a vivere ed operare in un territorio privo di acqua pensavano di dotarsi artificialmente di quella risorsa che la natura non aveva messo loro a disposizione. A dire il vero, notizie di un primo sbarramento a Casalecchio si hanno già da prima dell'anno mille, ma si trattava di manufatti più semplici che il fiume ogni anno, con le piene, rovinava e atti a servire una porzione modesta del territorio. Tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200, la realizzazione del primo manufatto della Chiusa coincide con lo sviluppo del complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città di Bologna, mediante una rete di canali tra le più avanzate in Europa che serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci.

La Chiusa venne più volte rimaneggiata la struttura in legno, altamente deperibile e facilmente cedevole nel corso delle piene, è stata sostituita e integrata con la pietra. Oltre alla struttura portante sono stati inserite delle migliorie e delle strutture a sostegno della funzionalità della gestione delle acque. Il canale è stato dotato di numerosi paraporti idraulici denominati scaricatori di fondo o sghiaiatori , strutture cioè capaci di ripulire il canale dai materiali indesiderati. In prossimità della Chiusa ne incontriamo due il primo denominato Stanza, subito a valle del Boccaccio e il secondo in corrispondenza dell’abitazione del custode denominato “Pra Znein” Prato Piccolo.

Completano il sistema di derivazione i paraporti Scaletta, noto come“CasadeiGhiacci”, Verrocchio, S.Luca e Canonica posti più a valle.

Nel 1894 in conseguenza della rovinosa rotta fu realizzato uno scolmatore di piena detto “Chiusa Nuova” posto in sinistra idraulica del fiume.

La realizzazione della attuale Chiusa e la conseguente escavazione di un canale che portava acqua in città permise ai bolognesi di sviluppare una società industriale dedicata per lo più alle attività economiche tralasciando le mire espansionistiche che caratterizzarono i liberi Comuni in quell'epoca storica.

Curiosità!

Proprio a Casalecchio, sul Canale di Reno nel quartiere Croce, nasce e si sviluppa tra la seconda metà del 1800 e gli anni '30 del 1900 il "Linificio-Canapificio Nazionale", la cosiddetta "Filanda" o "Canonica". Crescita economica, sociale, demografica sono strettamente legate e tutte dipendono in quel momento dall'acqua.

Acqua che diventa quindi anche simbolo di pace: la diffusione di una migliore qualità di vita aiuta la coesione della comunità. Allora come oggi. 

Alla fine del 2010 la Chiusa di Casalecchio di Reno è stata inserita nella lista del programma UNESCO 2000-2010 dei Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace a favore dei Giovani. 

Per maggiori informazioni e curiosità:

www.ilparcodellachiusa.it

www.canalidibologna.it

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