Abbazia di Monteveglio

Percorrendo l'acciottolato tra le antiche case in pietra del borgo fortificato, si distingue  il profilo dell'antica Abbazia di Santa Maria Assunta che dalla cima di un colle domina la vallata.
 
 
Il grande complesso monastico venne fondato da Matilde di Canossa nell'XI secolo: appena eretto, fu assegnato per tre secoli e mezzo ai Canonici regolari di San Frediano di Lucca, antica congregazione monastica di regola agostiniana. Nel 1455, i Canonici di S. Frediano furono sostituiti dai Canonici regolari lateranensi, che furono a loro volta scacciati dall'abbazia nel 1796 all'atto dell'invasione napoleonica.

L'Abbazia è direttamente collegata alla chiesa che, ad eccezione della cripta e degli absidi (X secolo), fu eretta tra l'XI e il XII secolo. Dal 1925 al 1934 l'intero complesso monumentale fu sottoposto a interventi di restauro che riportarono alla luce l'architettura originale.

Annessi alla chiesa sono due chiostri: uno quattrocentesco a doppio loggiato, l'altro più antico, di cui resta solo un braccio, in posizione panoramica sulla pianura. Una lapide seicentesca, murata nella parete posta a sinistra dell'altare, narra di una storia miracolosa: la notte tra il 24 e 25 marzo del 1527, ricorrenza dell'annunciazione di Maria, Monteveglio era stretta d'assedio dai Lanzichenecchi e a salvarla fu una provvidenziale tempesta di neve che disperse i feroci assedianti.

Di notevole interesse il crocefìsso in legno del '400, collocato sopra all'altare maggiore, e l'organo del '600 posto a destra dell'altare.

L'Abbazia, abitata per breve tempo dalla comunità di Don Giuseppe Dossetti, è ora sede della Comunità dei Fratelli di San Francesco.